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#LEBEATRICI

16 Febbraio 2019 ore 21

Compagnia teatrale amatoriale “Rossoinvaligia”

Atto unico da “Le Beatrici” di Stefano Benni

Lo Spettacolo

Quanti modi ci sono per scappare? Quante strade per evadere? “Le Beatrici” sono donne in fuga, ognuna con il suo viaggio e la sua storia da raccontare. Sono personaggi carismatici, a volte estremi: una suora assatanata, una donna ansiosa, una donna in carriera, una donna-lupo; eppure sono personaggi portatori di una grande umanità. In queste donne possiamo riconoscere le nostre stesse debolezze, le nostre stesse fragilità e la stessa forza che dobbiamo tirare fuori per superare gli ostacoli. Ci permettono di ridere di loro perché è di noi che un po’ ridiamo, delle nostre contraddizioni,  delle nostre nevrosi e del nostro tempo. “Le Beatrici” nasconde tra la leggerezza delle risate un po’ di quella crudeltà necessaria per porci qualche domanda su di noi e sul nostro mondo.

Il linguaggio che Benni utilizza per i suoi personaggi è estremamente vario: da pompose sentenze a vaneggiamenti sessuali, da sfoghi e urla a sussurri sognanti; è un’orchestra , un coro fatto di voci diversissime, a tratti anche dissonanti, pesanti, disturbanti perché altro non sono che il racconto del nostro magmatico mondo.

Le donne di Benni sono raccontate dall’autore in otto monologhi indipendenti tra loro;  la scelta della regia in questa messa in scena è stata, seppur senza modificare il testo e la natura autonoma di ogni personaggio, di inserire queste figure in una cornice che permetta loro, qui è là, di incontrarsi e confrontarsi. Ciò che lega le nostre protagoniste e che le porta e ritrovarsi tutte in uno sgabuzzino di una comunità non meglio identificata, è un desiderio di fuga; una evasione, però, non tanto intesa nella sua accezione più fisica (o forse potremmo dire geografica) quanto piuttosto un affrancarsi dagli schemi, dai preconcetti, un desiderio insomma di autodeterminazione, la voglia di decidere chi essere, chi diventare e quindi anche dove andare. Pur restando all’interno di un piccolo stanzino, i personaggi che scorreranno sotto i nostri occhi inizieranno un viaggio che le porterà non solo a conoscersi, ma soprattutto a costruire sé stesse e una strada che permetterà loro di uscire fuori da quel buio sgabuzzino, che altro non è che la rappresentazione scenica di quelle gabbie mentali e sovrastrutture che ci imponiamo o ci vengono imposte.

La scena è apparentemente un magazzino, un deposito di una comunità, un centro non meglio identificato di cui le donne sono ospiti, pazienti o forse inservienti. Inizialmente lo spettatore potrà pensare che sia effettivamente un luogo reale, ma l’intenzione della messa in scena è di far perdere piano piano fisicità al luogo: verranno alla luce oggetti improbabili, la geografia delle porte potrebbe cambiare da un momento all’altro, i personaggi stessi che in un primo momento sembravano lavorare nella comunità, ci sembrano invece pazienti o di passaggio, c’è persino chi si è perso e non trova più l’uscita. L’obiettivo è creare un effetto di sempre maggiore entropia, fino allo scioglimento finale che, comunque, non punterà a dare risposte ma a mostrare delle possibilità. In questo turbine di pensieri, colori e personaggi uno degli effetti stranianti che si è scelto di utilizzare è lasciare che siano solo tre attrici ad interpretare tutti i personaggi, trasformandosi di volta in volta in un gioco anti-identitario e facendo leva, talvolta, anche sull’ambiguità della coscienza o meno del cambiamento: ciò che lo spettatore vede è effettivamente un’altra persona o è uno scherzo del personaggio che vuole confonderci, o più semplicemente ha deciso, nel suo viaggio di ricerca del sé, di cambiare una volta di più e radicalmente sé stesso?

La Compagnia

3 donne, 3 amiche che insieme coltivano una passione: il teatro!

Un buon vino rosso bevuto insieme e la fame di un sano nutrimento per l’animo questi sono stati i natali di rossoinvaligia nel gennaio 2016.

Daniela, Manuela e Veronica formatesi seguendo corsi di recitazione presso le scuole torinesi Teatranzaartedrama, Tangram, Acti Teatro Indipendenti e Onda Larsen, si incontrano e crescono insieme frequentando per tre anni i laboratori di ‘Allenamento per l’attore’ diretti da Paola Tortora Vintulera Teatro.

L’istinto che ha portato a creare la compagnia è quello di poter agire in uno spazio autonomo, sperimentando vari linguaggi e modi di fare teatro, senza mai trascurare la formazione.

L’identità teatrale della compagnia è costruita su un intenso lavoro del corpo che pesca nell’inconscio e rende viscerale lo stare in scena.

Spettacoli autoprodotti e messi scena:

– Nel 2017 il primo spettacolo della compagnia ‘W la V’, tratto dai Monologhi della Vagina di Eve Ensler regia di Riccardo De Leo, si qualifica al secondo posto al concorso organizzato da U.I.L.T. Piemonte per le celebrazioni della GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO ed è vincitore del Bando Teatrale ‘Città di Chivasso’ in cui, nella Sezione Festival-Rassegna Compagnie Uilt, ha preso il premio per il miglior spettacolo sia della giuria tecnica sia della giuria del pubblico e per la miglior attrice.

– Nel Novembre 2017 ha debuttato, nella stagione del teatro Monterosa di Torino, il secondo spettacolo autoprodotto #AristophaneSwing – Show per ‘donne in fallo’ e ‘pene a venire’, commedia ironica tratta da ‘Le donne al Parlamento’ di Aristofane con adattamento e regia di Paola Tortora.